Home Diritto Condominiale Discarica interrata provoca il collasso del muro di una palazzina: tra i...

Discarica interrata provoca il collasso del muro di una palazzina: tra i rifiuti pure motorino

442
discarica brugherio

Comune condannato in Tribunale a riparare i danni

BRUGHERIO (rfb) Una parte del cortile, con il camminamento pedonale, è di fatto sprofondata di diversi centimetri: lunghe crepe sono ben visibili sulla pavimentazione.

Come è impossibile non accorgersi che la recinzione perimetrale che dà sulla strada si è inclinata verso l’esterno a causa del cedimento del terreno sulla quale è stata costruita.

Ma l’incredibile sta nella causa che ha provocato il problema: una discarica abusiva sotto il manto d’asfalto, che ha portato al collasso della strada e che (a sua volta) si sta «portando dietro» anche la cancellata e una porzione del cortiletto interno della palazzina di via Ugo Bassi 5. Rifiuti vari, per fortuna di natura non pericolosa per la salute: dagli accertamenti eseguiti è emerso che nel sottosuolo ci sia anche un motorino, oltre a un pneumatico, ad assi di legno e a materiale che sembra frutto di scarti edili.

Il Comune, nel 2016, era stato citato in giudizio presso il Tribunale civile di Monza dal condominio, amministrato dallo Studio Crispino e seguito in Aula dall’Avvocato Francesco Maria Galli di Milano, esperto di diritto condominiale e immobiliare. Prima ancora, nel 2013, l’amministratore e il Legale avevano chiesto un accertamento tecnico preventivo, ottenendo la nomina dal Tribunale di un consulente terzo, imparziale, che accertasse la ragione del collasso stradale. Venne accertato che il terreno, all’epoca della lottizzazione nell’ambito della quale fu realizzato l’edificio residenziale, non risultava compattato a dovere. Anche a causa della discarica interrata. <<Col passare degli anni, le vibrazioni sul manto stradale hanno provocato un abbassamento del terreno, con la conseguente rottura della rete fognaria – ha spiegato l’avvocato – L’acqua fuoriuscita, a quel punto, aveva compromesso ulteriormente la tenuta del sottosuolo>>.

Nel 2018 è arrivata la condanna nei confronti dell’Amministrazione comunale, in quanto proprietaria della sede stradale e dei sotto-servizi danneggiati: il giudice, nella sentenza, ha imposto al Municipio l’esecuzione dei lavori di consolidamento del terreno, il riconoscimento del danno subito dallo stabile (circa 10mila euro), il rifacimento a proprie spese del muro di cinta <<ballerino>> e il pagamento delle spese di lite.

Nonostante il verdetto, tutto sembrava fermo. A <<smuovere le acque>> arrivò un ricorso dello stesso condominio, affinché l’Amministrazione rispettasse la sentenza. <<Dopo un iniziale silenzio e a seguito della nostra istanza, il Comune si è mostrato disponibile e collaborativo ad attivarsi affinché la problematica venisse risolta – ha commentato ancora il legale – Il tutto tenendo conto dei tempi della burocrazia. Ci era stato spiegato che l’Amministrazione aveva voluto eseguire anche dei carotaggi e ulteriori indagini».

I risultati sono arrivati questa estate. E hanno confermato l’assenza di sostanze pericolose. In settimana è partito l’iter per arrivare alla progettazione collegata alla realizzazione della nuova recinzione. Ma questo intervento dovrà andare di pari passo alla bonifica del terreno. Rimozione del motorino compresa.

                      

Fabio Ralli